Sabato, Giugno 28, 2008

SACRAFAMILIA e SHUMEI : CREDERE PER ESISTERE.

A volte pensi di essere solo, ti senti perso, sconfitto
come un animale ferito ma,
se credi profondamente in qualcosa,
qualsiasi cosa ... le cose cambiano.
Con la morte di mio padre e la tragicità
di eventi famigliari che hanno polverizzato
tutte le mie sicurezze, ho creduto di perdermi ...
come chi è colpito da una grave malattia. 
Certe cose non accadono per caso.
Quando ho cominciato a cercare di capire
chi fossi veramente
un profondo risveglio interiore
mi ha pervaso di una prorompente ed inspiegabile fiducia,
un sentimento cristallino, viscerale ed archetipo
che mi faceva sentire quello che avevo dentro,
senza paure, senza vergogna,
come se tutto quello che provavo ...
mi appartenesse da millenni.
Quando ho conosciuto la realtà di Shumei,
la Presidentessa Koyama e lo spirito
con cui lavorano tutte le persone
di questa incredibile organizzazione ...
ho ritrovato i sentimenti di verità e di onestà
che appartengono ad ogni cosa che penso e che faccio,
senza compromessi.
Prego affinchè tutte le persone che amo
e quelle che sono in difficoltà
possano condividere il piacere di questi valori,
per non sentirsi mai soli, persi ... o abbandonati.

Credere per esistere, a qualsiasi costo.

Giorgio Mercandelli
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Giovedì, Giugno 26, 2008

IL VINO BIOTICO E L'AGRICOLTURA NATURALE

Ci sono cose che si capiscono ma non si possono spiegare ... chi lavora con passione
acquista una sensibilità che rende speciale il suo rapporto con le cose e, inevitabilmente,
prova delle sensazioni che escono dalla logica della ragione, del sapere e della scienza perchè 
appartengono alla dimensione dei sentimenti, quella che appartiene agli innamorati... ed ai bambini.

Oggi chi ascolta il proprio cuore si sente spesso ridicolo, ingenuo, deriso.
Chi ha provato le delusioni di questa condizione spesso insegna ai propri bimbi a guardare il mondo
con spirito matematico per renderli sempre più logici, calcolatori ed opportunisti e tutta la società
ne paga le conseguenze.
Chi riesce ad usare il cuore nella vita, in famiglia o nel lavoro torna a scoprire il proprio spirito di bambino
e ritrova la forza pulsante di vivere nella verità e nell'onestà.

La filosofia biotica è un'espressione di sincerità e di verità produttive, generate da un approccio di stile antroposofico, dove la passione e la competenza del produttore si concretizzano il un atto "creativo"
agli antipodi del concetto "produttivo" convenzionale e dove tutte le ambizioni aziendali sono subordinate
al grado di efficienza del proprio livello di eco-sostenibilità.


L' Agricoltura Naturale è una tecnica ed un’arte spirituale basate sul rispetto e la fede per le capacità
e la “saggezza” della natura, l’uomo può solo intervenire attraverso il “sostegno” e non il “controllo”
del vegetale che ritrova il suo carattere archetipo nella ricerca dell’equilibrio con le forze dell’universo.

 

Nelle vigne si può lavorare in tanti modi... con la ragione della matematica o con la sensibilità dei sentimenti ...
per noi stessi, ricercando un senso di piacere e di compiacimento personale;
per gli altri, ricercando il consenso e l'approvazione di chi osserva e giudica;
per la pianta, ricercando il piacere di scoprire e di assecondare le sue esigenze.
Quest'ultimo modo di lavorare appartiene agli assiomi fondamentali che caratterizzano i fondamenti
della filosofia biotica e dell'arte dell'Agricoltura Naturale.

Il vino biotico non sa più di vino... sa di cuore, quello della vigna e del suo creatore.


Giorgio Mercandelli
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Sabato, Aprile 26, 2008

UNA VIGNA ... BIOTICA

 

Immaginate una vigna che vive in un ambiente naturale


a volte senza filari, a volte senza pali, a volte senza niente ... primitiva.


Piante che vivono tra i prati, i fiori, gli insetti, circondate da boschi.


Una vigna in perfetto equilibrio con lambiente, con le forze delluniverso,
 

da quasi centanni ... a volte anche più.


Coltivata


con amore e rispetto


da uomini che la tengono come una reliquia


perché é la storia di famiglia.


questa vigna è sopravvissuta a tanto ... guerre, malattie, gelate e maledizioni.


Questa vigna produce quello che vuole


quello che sa


pochi acini, piccoli, intensi

raccolti a mano e


vinificati senza fretta, senza arroganza, senza alchimie.
 

Nessun trattamento chimico, nessun fertilizzante ... niente.

Il mosto viene lavorato con le mani, la passione e la preghiera.


In cantina fermenta naturalmente ... vivo, denso e sciropposo


sta sulle sue bucce quanto serve


viene sentito ogni giorno


e benedetto.


Diventa vino coi suoi tempi,
 

senza forzature, senza aggiunte ... senza niente.
 

col tempo, viene imbottigliato


senza stare nel legno, perché il legno aggiunge sapori al vino


senza stare nell'acciaio, perche' il ferro non fa "riposare" il vino.
 

Sta in bottiglia quanto basta e svela un corpo meraviglioso


ogni anno, magicamente diverso
.

Ha un carattere primitivo, ancestrale e
 

uneleganza infinita
 

è il figlio naturale della pianta, della terra e di chi lha curato ... con amore.


Un vino intensissimo e dallo stile inconfondibile

che ti fa star bene subito ed anche il giorno dopo.


Poi


prende le strade dei clienti , degli amici, degli intenditori ...


raccoglie premi, supera test


in completo anonimato viene valutato da esperti, che non sanno nulla di lui


ma godono del suo sapore.


Solo dopo


apprendono la storia e la passione di cui è figlio,


solo dopo, capiscono la forza della natura di cui è fatto


solo dopo, ci riprovano, increduli ... e lo rigustano


uno, due, dieci giorni dopo averlo aperto, quando diventa ancora meglio ... ancora di più.


Allora capiscono quanto sia unico


questo vino


puro, naturale, frutto di una saggia maestria


figlio di uomini determinati e cocciuti


in armonia con il cielo e la terra e ...


mai contenti


percio'


sempre più bravi.

 

Alleluia.

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Giovedì, Marzo 06, 2008

BIOTICO, il vino ARCHETIPO.

Ho sempre cercato di capire quale fosse la qualita, quella vera.
Ma
la cercavo nel posto sbagliato.
La cercavo nella tradizione, nei racconti, negli sguardi...
nella scuola, nei libri, tra gli esperti
non la vedevo
guardavo troppo lontano.
Un giorno andai con mio padre a trovare un contadino
un uomo geniale e dal cuore grande
che viveva in una casa di campagna
circondata da un vigneto bellissimo... primitivo.
Tra tutti i vini che avevo bevuto: preziosi, blasonati, altisonanti
solo uno, quello di quelluomo
mi aveva stordito,
sconvolto, catapultato
in un'altra Era.
Avevo bevuto la verita.
Fu come rinascere ... una sensazione meravigliosa.
Non ebbi molto tempo
per restare amico di quell'uomo,
buono, saggio e sincero
perché
un giorno... morì
nel suo vigneto, tra i suoi cani e la sua famiglia amorosa.

Io sento, tutti i giorni, di dovergli qualcosa

per quel dono che mi ha lasciato,
inestimabile
di avermi svelato la qualità.
Tutto il resto?
Storie ... che non mi interessano piu.
Quando mio padre mori
giunse anche per me
il momento
della verita.
Tornai nella casa dove assaggiai quel vino
mi fermai nella vigna per sentirne il respiro ...
incomincio da lì
il mio nuovo cammino.
Da allora
Penso solo a quel vino
buono, buonissimo, primitivo … quasi Divino.
Da quando ho provato la qualita
vedo le cose diversamente,
sento le cose diversamente,
tutto questo mi ha cambiato, profondamente.
Un grande vino
deve essere vero,
senza compromessi
senza inganni.
Il carattere della terra
il lavoro della pianta
l'amore del produttore
sono l’unica qualita
che deve finire nel bicchiere.
Il vino biotico e l'espressione di tutto questo.
E' un vino diverso ..... profondamente diverso,
devastante, nella sua essenziale sobrieta
complesso, speziato
ma anche
floreale, fruttato, minerale
intrigante
ogni anno diverso ogni giorno diverso.
Il suo profumo?
Primitivo ed elegante.
Il suo gusto?
Unico e dal carattere archetipo.
Come si beve?
Senza pregiudizi, perche
e un incontro con la Natura, puo essere scioccante.
Il suo abbinamento?
Totale, con qualsiasi piatto e in qualsiasi occasione.
E' buono?
Si, molto ... sconvolgentemente unico.
Fa bene?
Si
a tutto,
al corpo
allo spirito
ma soprattutto all'anima.
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Martedì, Febbraio 26, 2008

SACRAFAMILIA ... l'inizio.

 

L’INIZIO.

 

Capita a tutti di sognare

ma qualcuno, dal sogno,

non ne esce più.

Delle scuole elementari mi rimangono

il profumo dell’aula, il colore dei muri e le parole della maestra Rosa

una cara signora che mi voleva bene.

 

Bambini…state attenti! Vi parlerò di un evento che ha cambiato il destino dell’uomo.

nel neolitico l’uomo scoprì nella forza della natura la vera opportunità di un cambiamento di vita

epocale, incontrovertibile…

abbandonò il nomadismo per praticare l’agricoltura naturale e…

per alcuni fortunati territori

la presenza della vite fu uno dei motivi che incoraggiarono questo nuovo stile di vita…

iniziò così la storia della civiltà”.

 

Non dimenticherò mai quelle parole

Il pensiero che qualcuno, con la forza di una scelta

potesse cambiare il mondo

mi aveva investito ... come un treno in corsa.

L’esigenza di coltivare la terra

la nascita dei primi vini da quelle uve primordiali...

Da allora

mi è rimasto vivido quel ricordo di bambino,

la fantasia del gusto di quei vini ancestrali simbolo di una svolta epocale.

Quante volte ho sognato quel sapore ... quante volte.

Poi,

confuso

dagli ormoni giovanili e dall’orgoglio


sono cresciuto.


Per fare qualcosa con l’uva, ci vuole tempo
 

per fare qualcosa col vino, ci vuole tempo
 

ma per decidere di fare qualcosa basta un

a scelta.


Così, un giorno ...

mi bastò una tragedia, il tempo di un attimo e
ho scelto

il sogno era tornato ... più forte che mai.

 

Giorgio Mercandelli.

 

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Mercoledì, Aprile 11, 2007

LA VITE BIOTICA

 ….ci sono delle regole che….nonostante i secoli …nonostante la tecnologia…nonostante l’uomo…..vanno rispettate e, per farlo, bisogna conoscerle.

Non sono tutte scritte sui libri, soprattutto quelli di viticoltura, ......occorre andarle a cercare dappertutto …. soprattutto nel vigneto.

Quanti produttori conoscono le proprie vigne?

La vite è una pianta meravigliosa e botanicamente stupefacente ma….. non sa che dal suo frutto noi produciamo vino….lei è concentrata solo per fare il seme, per riprodursi….

Alla pianta non interessano: il grado alcolico, gli estratti , i tannini…siamo noi che dobbiamo farglielo capire........rispettando le regole.

Il vigneto inteso come principale risorsa naturale, nella creazione di un grande vino, è un principio fondamentale della vitivinicoltura biotica che si impernia sulla profonda conoscenza della botanica e della fisiologia della vite.

L’agronologo (agronomo+enologo) deve prodigarsi in una attenta e personalizzata analisi clinica delle piante che, oltre ad essere tutte diverse tra loro, in dipendenza dell’età, dello stato di salute e del terroir, devono potersi esprimere al meglio per ottenere la più elevata affinità pedologica dei frutti.

La viti, più sono antiche e più possono diventare un portentoso strumento di estrazione sfruttando il proprio assetto aereo e radicale.

L' approcio colturale biotico si basa sul concetto che il vegetale più invecchia e più diventa insostituibile e prezioso ....in grado di raggiungere un equilibrio ed una complessità dei frutti che diventano una fotografia biologica del lavoro di sintesi della pianta.

La memoria storica accumulata negli anni diventa un'esperienza fondamentale per la pianta nell'iterpretazione produttiva di ogni nuova vendemmia intesa come un capitolo unico ed esclusivo.

Qualsiasi gesto colturale ha ripercussioni sulla fisiologia del vegetale, sulla produzione e sul carattere del vino, il vignaiolo deve riprendere le redini del vigneto con competenza e passione.......le viti sanno dare dei chiari segnali della loro condizione...... la creazione di un grande prodotto è anche nelle loro mani e questo è un lavoro che sanno fare da millenni.........

Spesso nelle vigne non ci lavora più chi deve fare il vino.......spesso chi lavora la terra non lavora più in cantina, chi lavora in cantina non assaggia più le uve........le analizza.....un po' come eleggere Miss Italia facendole solo l'analisi del sangue........pure follie.

La produzione di vino è diventata un fenomeno di marketing e di cantina, sempre più tecnologica e sempre più imbrigliata dai diktat dell'industria chimica ed enologica, ...il winemaker (!!?)......un santone che spesso ha spodestato la cultura e la storia di generazioni di produttori ........

Ho la sensazione che siamo andati troppo avanti.... siamo cresciuti toppo in fertta.... così velocemente che abbiamo dimenticato delle cose importanti ..... e penso che anche il consumatore , non solo l'esperto, se ne sia accorto.....”il Re è nudo” e la confusione è totale.

Giorgio Mercandelli.

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Lunedì, Marzo 26, 2007

Sacrafamilia...il senso della creazione.

Produrre vino è un lavoro complesso che impegna un'azienda su tanti fronti, competenza e professionalità sono sempre più indispensabili per affrontare il moderno mercato vitivinicolo.....la tecnologia, l'economia, il marketing.........

Sono nato con la passione di fare qualcosa in cui credere........ho rincorso questo sogno come se fosse la mia unica opportrunità ma......... più studiavo e più mi allontanavo da tutto, dalla terra, dalle viti e dal vino.

Non riuscivo più ad entrare in cantina......ero giunto alle crisi di panico...., gli sforzi fatti nella cura maniacale delle piante,  le lotte con mio padre, le discussioni con tecnici, vignaioli e scienziati,.....le cose in cui credevo.......sembrava dovessero rimanere un sogno .......un maledetto ed inutile sogno.

Dall'11 marzo 2003 noi di SACRAFAMILIA abbiamo smesso di “produrre vino”.....non ce la facevamo più.

Abbiamo iniziato a “creare vino”, con umiltà e rispetto, partendo dalle piante e dalle terre ......le nostre risorse più concrete............ madre natura non è mai matrigna.

Mi sentivo come una donna al nono mese di gravidanza, ero pieno .......di sensazioni forti, genuine e, per la prima volta, mi sembrava di avere chiara la strada da percorrere .... sfogare tutta la passione che avevo dentro....dovevo partorire qualcosa , da qualche parte.....

Che cos'è la vitivinicoltura biotica lo spiegherò cercando di seguire un certo percorso.......abbiamo tempo per conoscerci.

Sono consapevole di essere fortunato...sto finalmente facendo una cosa che mi fa alzare la mattina con tanta voglia di fare e la coscienza a posto.

Mi rendo conto di vedere la vitivinicoltura in maniera diversa da molti, spero non da tutti.

Capisco che in questo moderno sistema pruduttivo la cultura vitivinicola viene spesso dopo le leggi di mercato .........ma, per me, il vino ha assunto un significato diverso.......mi sento addosso la responsabilità di fare qualcosa di importante ......

È come se avessi presente gli sguardi di chi beve il nostro vino......e si fermano un'attimo, per pensare........a chi l'ha fatto, ........ quel vino...... ci abbiamo messo istinto, competenza e pazienza per cercare di interpretare madre natura con la nostra passione; questo è il miracolo che vogliamo cogliere e conservare in bottiglia.

Abbiamo deciso di fare vini che rappresentano la fotografia biologica dei nostri vigneti, vini dalla forte personalità e che appartengono al nostro carattere, vini dallo stile rampante e fuori da ogni pregiudizio.

Il nostro è un atto creativo che ha il compito di svelare la storia di ogni nuova vendemmia intesa come fenomeno unico ed irripetibile, non è un vino tecnologico o un prodotto che appartiene al passato anzi, è un vino complesso, futurista, del cambiamento, che si esprime nelle note fruttate, floreali e speziate dei frutti di origine.

Ringrazio gli amici che mi hanno fatto conoscere questo modo di esprimermi........è meraviglioso!

Un caro abbraccio a tutti...

Giorgio Mercandelli.

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Giovedì, Marzo 15, 2007

Sacrafamilia, il vino biotico.

Ci avevo provato per la prima volta qualche giorno fa.
Adesso ci riprovo....a scrivere ed a pubblicare per la prima volta un post.
Sono malato....credo, di vitivinicoltura ..... da circa 30 anni ...e ne ho quasi compiuti 45, una vita spesa nei vigneti ed in cantina; credo di essere grave....perchè non penso ad altro,... a parte la mia famiglia, che viene prima di tutto.
Credo di essere stato contagiato per caso, ad una degustazione di vini francesi che mi hanno fatto volare.... in alto....in paradiso, dove non avrei voluto più scendere...avrei dato qualsiasi cosa, allora, per poter dare agli altri le emozioni che provavo in quei bicchieri....che sensazione meravigliosa!
Ero giovane e neanche tanto sveglio, studiavo con profitto ma non eccellevo, non avevo chiaro quello che volevo fare da grande e nemmeno mi interessava....prima del contagio.
Dopo quella degustazione, ho iniziato ad evvertire i tipici sintomi della malattia...una certa sonnolenza verso le materie letterarie ed una morbosa attenzione per quelle scientifiche, una chiara indisposizione per le lingue ed una passione per la matematica e la chimica.
Mi sono iscritto all'Istituto Tecnico Agrario C.Gallini di Voghera e lì ho capito che potevo iniziare a scoprire la mia passione.
Allora non avrei mai immaginato di diventare un produttore di vino.
Mio padre Giovanni era un agente di commercio, una persona speciale. Negli anni '80 si reinventò il lavoro di produttore di vino con la terra del nonno.
Papà era una persona geniale che da autodidatta si era fatto un'idea tutta sua dell'enologia ...ed ebbe il coraggio di percorrerla....era anche quel fenomeno che poteva vendere i ghiaccioli al polo nord ....e l'ha fatto.
Ho sofferto molto.... con mio padre.
Eravamo due galli in un pollaio, lui aveva la cresta e gli speroni ...io ero solo un pollo. L'azienda di famiglia, con l'aiuto di tutti, era diventata importante e lui diventava sempre più forte del suo sistema e delle sue idee: "squadra che vince non si tocca!" diceva...
Mi rimaneva la passione, lo studio, ed il ricordo di quei vini che mi avevano fatto sognare....... perchè in azienda il gallo che comandava era sempre Lui.
L'11 marzo 2003 è morto mio padre....purtroppo...ed ho capito tante cose.
Rimpiango solo i giorni felici dei suoi ultimi tempi passati insieme a progettare le cose che gli erano rimaste nel cassetto, ho ricevuto da lui più carezze e amore negli ultimi 6 mesi di vita che in quarant'anni vissuti  insieme.
Ho cercato nei suoi ultimi sguardi vuoti quello che fosse il suo messaggio... l'ho cercato d'appertutto....poi ho capito... me lo aveva scritto in un posto sicuro.... come è giusto che faccia un buon padre di famiglia.....il messaggio era dentro di me, nella testa e nel cuore.
Io e mia sorella Anna ci siamo sempre voluti un gran bene, ci è bastato asciugarci le lacrime per capire che dovevamo cambiare strada... eravamo maturi per affrontare la nostra vera passione che nell'azienda di famiglia è sempre restata soffocata.
Quando è nata SACRAFAMILIA, con l'aiuto di mio cognato Domenico, siamo diventati persone di terra e di cielo per imparare a conoscere i nostri vigneti ... avevamo studiato tanto...ora toccava a noi provare il piacere della crazione, quella di chi fa le cose con la passione a tutti i costi ....non solo perchè ci crede ma perchè sa che è la cosa giusta.
Nel 2003 abbiamo brevettato il concetto di vitivinicoltura biotica......ed abbiamo iniziato a volare....

Giorgio Mercandelli

Posted by GIOMER at 15:56:55 | Permanent Link | Comments (27) |