Tuesday, December 15, 2009

VINI SPIRITUALI ED ALCHEMICI: LA FILOSOFIA BIOTICA

Dalla mitologia di Gilgamesh, passando per Dioniso, Bacco … il vino ha permeato tutta la storia dell’umanità, raggiungendo, nella sua espressione più pura e raffinata, la dimensione di sostanza spirituale. Il miracolo della transustanziazione, nell’ultima Cena di Gesù, rappresenta uno degli esempi più aulici della sua trascendente funzione di nutrire l’Essere divino nascosto in ogni Uomo. Un grande vino nasce dallo spirito del frutto e dal respiro della terra nel contesto unico e irripetibile di ogni vendemmia. Anna e Giorgio Mercandelli, proprietari di Sacrafamilia, producono vini biotici, spirituali ed alchemici, nel contesto di un modello agricolo guidato dalla spiritualità, dalla fede e dalla gratitudine verso le forze della Natura e le potenzialità delle piante, che rispondono ai pensieri, alle emozioni ed alle azioni delle persone che le curano. La spiritualità è un potere divino generato dal pensiero, dai sentimenti e dai suoni, che comunica con tutti gli elementi naturali; più l’uomo è consapevole di questa sua forza e più è in grado di raggiungere il livello più alto della qualità senza utilizzare sostanze che possano condizionare la purezza, l’energia e l’integrità dei frutti. Sacrafamilia è l’unica realtà vitivinicola che collabora attivamente con Shumei, il massimo esperto mondiale di agricoltura Naturale, membro del Consiglio Economico Sociale delle Nazioni Unite (ONU). I vini hanno raggiunto risultati unici al mondo, nel protocollo di Cristallizzazione Sensibile S.A.T. (Spagyrich   Advanced Technology), per l’eccezionale valore biologico della loro energia morfogenetica; il risultato di uno  stile enologico senza compromessi che traccia una nuova linea di confine nel campo della cultura vitivinicola.
LA FILOSOFIA BIOTICA.  “Ogni nobile desiderio umano è soddisfatto dalla Natura.E’ il principio della vitivinicoltura biotica [dal greco: bios (vita) + tica (arte) = arte della vita] che considera la bellezza e la purezza della Natura una risorsa vitale per il benessere fisico, psichico e sociale dell’umanità; una filosofia che idealizza, nella quintessenza del frutto, lo stile enologico di un prodotto superiore, sovrumano, che appartiene al gusto divino dellaNatura.Il vino biotico è una sostanza interattiva, totipotente, imprevedibile e misteriosa, che può essere semplice o complessa in relazione alla persona, perché pervade la sua educazione, i suoi sentimenti e la sua intelligenza, trasferendogli nell’animo tutta l’energia della propria essenza. Un prodotto, virtualmente collegato ai grandi vini della storia, che attinge al senso di perfezione della Natura per nutrire e soddisfare l’Essere primordiale nascosto in ogni uomo; un fenomeno che esige una coscienza elevata di se stessi per poter svelare il suo rapporto, spirituale ed archetipo, con tutti gli elementi della propria memoria (terra, cielo, uomo, sole, vento, fulmini…). 
Un’ideale agricolo, ed uno stile di vita, basato su tre pilastri fondamentali: ANTROPOSOFIA AGRICOLA. Una cultura che, interpretando la Natura nella sua dimensione metafisica, cioè di anima, spirito e materia uniti in un unico elemento, considera la spiritualità il pilastro portante della propria identità. Una filosofia che esalta la figura umana sia come una creatura naturale, perché appartiene alla Natura, che come un’entità soprannaturale, perché attraverso il proprio potere concettuale offre alla Natura la possibilità di esprimersi. Un fenomeno antropologico in cui il produttore diventa artefice dello stile e del carattere dei propri prodotti. AGRICOLTURA NATURALE DI SHUMEI. (Agricoltura Spirituale) www.shumei-na.org Un’arte agricola dove “è la consapevolezza a sostenere tutti i processi vitali, non il metodo oppressivo di instaurare un sistema di controllo su di essi”. Un’ideale, fondato sul rispetto assoluto della Natura, a favore di una rinnovata armonia verso tutti gli elementi del Cosmo e la comprensione dei profondi collegamenti tra gli esseri viventi. Un percorso di verità ed onestà produttive nel rispetto della relazione sacra e vitale tra l’umanità e l’ambiente.       ENOLOGIA ALCHEMICA. Una cultura enologica che sfrutta il rapporto tra la sostanza del frutto, l’energia cosmica ed il talento del produttore, combinando elementi di chimica, fisica, spagyria ed astronomia.  Un sistema biodinamico che realizza la completa trasformazione dei componenti divini delle uve, grazie ad un percorso di realizzazione interiore senza limiti, senza pregiudizi e senza inganni.   Un’espressione enologica che supera la materialità e la superficialità delle note sensoriali che appartengono all’uva, al lievito, alla botte ed a tutte le sostanze e i trattamenti enologici, perché interpreta l’essenza più profonda e sensibile del frutto, cioè la storia e la memoria della pianta, nel senso originario del terroir. Il vino spirituale è il risultato alchemico della morte materiale del frutto, che rinasce trasmutato nella sua stessa essenza, per divenire salute, sentimento e ispirazione umana.

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Tuesday, April 28, 2009

VINO BIOTICO … BEVANDA O SOSTANZA?

VINO … BEVANDA o SOSTANZA ? di Giorgio Mercandelli

 

PREMESSA

Abbandonando per un attimo tutto ciò che conosciamo della cultura, del marketing e della storia vitivinicola, alla domanda: Il vino è bevanda o sostanza? Senza alcun dubbio la risposta sarà: il vino è una sostanza.

Da un punto di vista filosofico, la definizione di sostanza significa: “ciò che sta sotto”, intendendo “ciò che è nascosto all’interno di una cosa sensibile ad un suo fondamento ontologico”.

Per Aristotele invece, il significato di sostanza è … il sostrato, il quale, in un senso, significa la materia (dico materia ciò che non è un alcunché di determinato in atto, ma un alcunché di determinato solo in potenza), in un secondo senso significa l’essenza e la forma (la quale, essendo un alcunché di determinato, può essere separata con il pensiero) e, in un terzo senso, significa il composto di materia e di forma …”  (Metafisica, VII, 1042a).

La definizione di vino, inteso come “sostanza”,  si coagula tra questi due concetti, ossia:

 

“Il vino è un fenomeno antropologico complesso, costituito da un campo morfogenetico (potenza /energia) e da un carattere sensoriale fatto di liquido (la forma) e di gusto (l’essenza) espressi secondo i principi di una coscienza produttiva che sottintende ad un atteggiamento creativo, che sta sotto (cioè nascosto).”

 

IL VALORE DEL VINO

Per chi affronta la degustazione con serenità o, più professionalmente, nelle condizioni di “vacuità mentale” le cose si dovrebbero svelare con naturale facilità, purtroppo però, non è facile “capire il vino” e, se questo fosse anche un concetto che solo a pochi potrebbe interessare, risulta quasi a tutti “fisiologico” cercare di  comprenderne il valore.

Nel contesto della profonda crisi d’identità produttiva in cui versa il mercato vinicolo, quasi del tutto omogeneizzato, il fatto che il prezzo possa variare da “qualche” euro a “qualche migliaia” di euro a bottiglia, ha trascinato il consumatore verso un profondo stato confusionale e ad un inevitabile acquisto al ribasso.

Per cercare la verità, visto che la maggior parte dei produttori riesce solo ad esprimersi con messaggi pubblicitari e di marketing, la soluzione più concreta resta nelle mani del consumatore che, inizialmente, potrebbe accontentarsi di comprendere la differenza tra un prodotto antroposofico ed uno convenzionale per coglierne almeno il significato produttivo.

Se il dramma dell’omologazione ha contribuito a svelare la realtà in cui si trova invischiato il mondo vitivinicolo, di riflesso si sta gradualmente coagulando un fronte di “puristi del vino”, una schiera di intenditori, cultori e produttori dove il “dogma della piacevolezza” non è mai bastato per fare “grande” un prodotto; un nuovo spirito enologico che interpreta il vino nel suo originario ruolo di “sostanza” seguendo una scuola di pensiero che si pone agli antipodi di quella creata da un Sistema che lo ha ridotto all’attuale funzione di “bevanda”.

 

“…Occorre fare delle distinzioni sul peso che hanno certe scelte produttive, per inquadrare l’obbiettivo della qualità reale e cercare di comporre una scala di valori in grado di introdurre il mercato verso la verità, valutando di tutti i parametri di un vino (forma, essenza, energia e spiritualità) che sottintendono al rapporto col suo valore commerciale.”

 

LO STILE PRODUTTIVO: VINI  ANTROPOSOFICI E VINI CONVENZIONALI                                                                         

I vini antroposofici (es. Biotici, Biodinamici…) esprimono il lavoro di una pianta coltivata in base ad un rapporto spirituale, che fissa il carattere del Terroir (Terra e Cielo) e di tutto ciò che appartiene alla storia del frutto, nel contesto unico ed irripetibile di ogni vendemmia.

Il produttore, per essere considerato “autore” di questo stile produttivo deve agire personalmente e consapevolmente verso tutto ciò che porta alla qualità, energetica e sensoriale, di tutta la filiera di trasformazione. Solo con questi presupposti un vino può considerarsi una “sostanza” che interpreta le leggi universali del Tempo e le forze creative della Natura (Terra, Cielo e Uomo).

I prodotti convenzionali (es. Tradizionali, Biologici …) si concentrano sulla prestazione organolettica della degustazione, legata ai canoni della piacevolezza e delle mode, seguendo uno stile produttivo svincolato da questi elementi per matenere il loro percorso evolutivo, in sintonia con le esigenze di mercato, attraverso un rapporto fideistico verso la scienza vitivinicola.

Il prodotto di matrice antroposofica supera i preconcetti della cultura enologica convenzionale e svincola il termine di “piacevolezza”, dal suo significato più superficiale e commerciale, per affrontare il giudizio concreto ed integrale dell’analisi “sinestetica”.

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VITIVINICOLTURA BIOTICA … VINI SPIRITUALI.

 

PREMESSA

L’uomo che vive in armonia con la Natura raggiunge un più alto livello di sensibilità dove “è la consapevolezza a guidare tutti i processi vitali” non il metodo oppressivo di instaurare un sistema di controllo su di essi.

In questo rapporto antroposofico le piante rispondono ai pensieri, alle emozioni ed alle azioni delle persone che le curano.

Più l’uomo è conscio di poter interagire con la Natura, più è in grado di recitare un ruolo decisivo nel raggiungere l’equilibrio del proprio ambiente agricolo ed ottenere la massima qualità vitale e sensoriale dei frutti.

 

LA VITIVINICOLTURA BIOTICA

La vitivinicoltura Biotica (dal greco: bios (vita) + tica (arte) = “arte della vita”) è una filosofia produttiva, di origine antroposofica, che emancipa la forza creatrice del produttore nel contesto unico ed irripetibile di ogni vendemmia.

L’uomo diventa autore del lavoro di sintesi della pianta, che cattura le forze del Cielo e della Terra e fissa indelebilmente nel frutto tutti gli elementi che appartengono alla propria storia (terra, sole, pioggia, vento, fulmini..), nel senso originale del Terroir.

Per ottenere questo risultato vengono bandite tutte le sostanze che possono condizionare i vegetali e snaturare le caratteristiche organolettiche delle uve (prodotti chimici, lieviti, tannini, enzimi, chiarifiche, barriques, trattamenti tecnologici, ecc.).

L’attività agronomica si affida all’Agricoltura Naturale di Shumei, che considera il Terreno un elemento vitale in grado di offrire il miglior nutrimento senza bisogno di qualsiasi altra sostanza, chimica e biologica, che impedirebbe all’energia di trasferirsi fisiologicamente alle piante; un contesto produttivo dove la flora e la fauna sono rispettate e protette come organi vitali di un organismo agricolo che si esprime in sintonia con le forze del Cielo e della Terra.

La viticoltura biotica emancipa le naturali inclinazioni botaniche dei vegetali in armonia con la bellezza ancestrale del vigneto, un patrimonio biologico che invecchiando apporta equilibrio e complessità ai frutti.

Un grande vino nasce da uve naturali, non trattate ne manipolate, che affrontano la trasformazione senza alcun bisogno di sostanze e tecnologie che possano modificarne il carattere o deviarne il destino sensoriale; un fenomeno alchemico dove la fermentazione assume un’importanza fondamentale, per la propria forza rigenerativa e di purificazione, che riconsegna al prodotto il suo carattere primordiale.

 

SACRAFAMILIA

È la capostipite della filosofia biotica, un’espressione di sincerità e di verità produttive impegnate nella creazione di vini spirituali ed archetipi.

La ricerca dell’armonia e dell’eleganza, nelle espressioni più pure della Natura, sono alla base delle aspirazioni di Anna e Giorgio Mercandelli, proprietari e conduttori di Sacrafamilia, autori di un cambiamento radicale, incontrovertibile e protagonista di questo stile enologico.

Sacrafamilia è la prima realtà vitivinicola che collabora attivamente con Shumei, un’Organizzazione internazionale giapponese Non Governativa (NGO), membro del Consiglio Economico Sociale delle Nazioni Unite (ONU) ed uno dei massimi esperti mondiali  di Agricoltura Naturale (www.shumei.org / www.shumei-international.com).

In campo enologico l’azienda a conseguito il premio “Top Hundred 2007” tra le prime 100 d’Italia e, dal punto di vista scientifico, ha  superato il protocollo di Cristallizzazione Sensibile S.A.T. [Spagyrich Advanced Technology] con il più importante risultato di settore, registrato dai laboratori svizzeri Vision Lab, che certifica l’eccezionale valore biologico espresso dall’energia morfogenetica dei vini analizzati.

 

“Noi consideriamo modernità la sensibilità di assecondare la Natura e le forze del Cielo e della Terra, un modello produttivo dove la spiritualità è un ingrediente imprescindibile che lo rende unico ed esclusivo, tracciando una nuova linea di confine nel campo della scienza vitivinicola virtualmente collegata ai grandi vini del passato”.

 

Un grande vino biotico non conosce limiti e pregiudizi perché interpreta la propria biodiversità per raggiungere l’eccellenza.

L’onestà e la forza creatrice del produttore sono responsabili della matrice morfogenetica e del grado di entropia dei prodotti che esprimono il carattere del Cielo e della Terra con eleganza e stile inconfondibili.

La percezione di genuinità e di integrità sono fondamentali nel definire il valore assoluto ed emozionale dei vini che si esaltano dopo un lungo affinamento in bottiglia e dopo alcuni giorni dalla stappatura.

Ogni bottiglia è la fotografia biologica del proprio vigneto d’origine e, nel contesto del millesimo di produzione , è un’espressione  unica ed irripetibile di tutti gli elementi che hanno contribuito alla produzione ed alla trasformazione del frutto (Cielo, Terra, Uomo).

La filosofia biotica rappresenta una scuola di pensiero che supera i preconcetti della cultura enologica convenzionale, che si svincola dal termine di “piacevolezza” nel suo significato più superficiale, per affrontare il giudizio concreto dell’analisi “sinestetica”.

 

“Vogliamo che i nostri prodotti abbiano una forte personalità e che appartengano al nostro carattere, vini dallo stile rampante e senza compromessi, vini che fanno pensare … perché berli nutre anche l’anima.”

 

Il vino diventa un’espressione d’autore dove ogni dettaglio è stato pensato, prodotto e curato, per offrire una coerente “chiave di lettura” dell’atteggiamento creativo che ha generato ogni bottiglia.

I valori imprescindibili della naturalità e della spiritualità vengono percepiti alle radici del gusto, convertendo la degustazione in un fenomeno sinestetico che si esprime in una coinvolgente esperienza animica.


 

“ I nostri principi sono l’amore, la sincerità e la verità…nella passione per la Terra e per l’Agricoltura Naturale coltiviamo la forza e l’orgoglio di produrre i nostri vini spirituali per vivere in armonia con l’Universo”.     
                                                    Anna Mercandelli           
                           
                                        
                                              

Chiunque affronti una degustazione di vini Biotici e di vini Convenzionali, per cercare delle attinenze o delle similitudini, rimarrebbe semplicemente deluso … sarebbe come paragonare un falco ad un razzo interplanetario.

Amore, Terra e Cielo, devono finire nel bicchiere, un grande vino deve essere vero, senza compromessi e senza inganni”.
 Giorgio Mercandelli 

 

 


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SACRAFAMILIA VINI SPIRITUALI

 

I VINI SPIRITUALI


“Dall’antica epopea di Gilgamesh, passando per Dioniso, Bacco … il vino ha permeato tutta la storia dell’umanità, raggiungendo, nella sua espressione più pura e raffinata, la dimensione di Sostanza Spirituale. L’ultima Cena di Gesù, con il miracolo della transustanziazione, rappresenta uno degli esempi più aulici di questa sua esclusiva funzione, ancestrale ed alchemica, per nutrire l’Essere primordiale che sta in ogni Uomo”.

Il vino Spirituale racchiude le forze del Cielo e della Terra in una coinvolgente dimostrazione di energia morfogenetica, frutto del Terroir e della sensibilità del produttore, nel contesto del fenomeno unico ed irripetibile di ogni vendemmia. È un prodotto di “pura Sostanza”, che esprime il risultato enologico della spiritualità e del talento umano nel contesto di un’arte vitivinicola fondata su tre pilastri fondamentali:

  1. ANTROPOSOFIA AGRICOLA.

  2. PUREZZA DEL FRUTTO.

  3. ENOLOGIA ALCHEMICA.

ANTROPOSOFIA AGRICOLA. Una filosofia agricola basata essenzialmente sul grado di spiritualità del produttore, che condiziona ogni espressione della Natura, dove “è la consapevolezza a guidare tutti i processi vitali” non il metodo oppressivo di instaurare un sistema di controllo su di essi. Un modello produttivo dominato dai sentimenti della fede e della gratitudine verso la Natura e le potenzialità della pianta, che rispondono ai pensieri, alle emozioni ed alle azioni delle persone che le curano. Più l’uomo è conscio di poter interagire con la Natura, più è in grado di recitare un ruolo decisivo nel raggiungere l’equilibrio del proprio ambiente agricolo ed ottenere la massima qualità vitale e sensoriale dei frutti; un fenomeno antropologico, di natura spirituale, dove il produttore diventa autore del carattere e dello stile dei propri prodotti.

PUREZZA DEL FRUTTO. Il vino Spirituale nasce in vigneti coltivati secondo le tecniche dell’Agricoltura Naturale, un’arte agricola che produce uve pure e naturali senza alcuna sostanza, chimica e biologica, che possa condizionare l’attività fisiologica delle piante e snaturare le doti energetiche e sensoriali dei frutti. Solo interagendo personalmente e spiritualmente l’uomo riesce a sostenere il lavoro di sintesi della pianta, che si esprime producendo uve primordiali e dal carattere archetipo, fissando indelebilmente nel frutto tutti gli elementi che appartengono alla propria storia (terra, cielo, sole, pioggia, vento, fulmini..) nel senso originario del Terroir.

ENOLOGIA ALCHEMICA. È un’arte enoica basata sul rapporto di tutti gli elementi del frutto con l’energia cosmica e la creatività del produttore; un principio imprescindibile, nella genesi di un vino Spirituale, che affronta la trasformazione delle uve senza alcun bisogno di sostanze e tecnologie che possano modificarne il carattere o deviarne il proprio destino sensoriale. Un contesto enologico che, stimolando la completa trasformazione della materia, emancipa l’importanza della fermentazione per la propria forza di rigenerazione e di purificazione, riconsegnando al prodotto la sua natura più spirituale ed ancestrale, virtualmente collegata ai grandi vini del passato.

Giorgio Mercandelli

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Wednesday, December 10, 2008

SACRAFAMILIA… FARE VINO, LA SVINATURA.

SE AVETE TENUTO DURO … IL PASSO PIU’ DIFFICILE E’ STATO FATTO.
E’ L’ORA DELLA SVINATURA.
IL VOSTRO VINO SARA’ DIVENTATO PRATICAMENTE SECCO, AVRA’ QUINDI TRASFORMATO QUASI COMPLETAMENTE TUTTI GLI ZUCCHERI DEL FRUTTO IN ALCOOL, ANIDRIDE CARBONICA ED UN SACCO DI ALTRE COSE.
TRAVASATE (SVINATE) IL MOSTO LIMPIDO FERMENTATO (CHE DA ORA SI POTRA’ CHIAMARE VINO) IN UN RECIPIENTE PULITO.
PRESSATE CON LE MANI LE VINACCE (BUCCE, RASPI E VINACCIOLI) CON UNA CERTA ENERGIA E AGGIUNGETE IL SUCCO DI SPREMITURA OTTENUTO NELLO STESSO CONTENITORE DEL PRODOTTO APPENA SVINATO.
VERSATE IL TUTTO IN DIVERSE BOTTIGLIE DI VETRO, ASCIUTTE E PULITE, CHE DOVRANNO ESSERE RIEMPITE FINO AD UN PAIO DI CENTIMETRI DALL’ORLO E TAPPATE CON UN SUGHERO OD UN TAPPO DI PLASTICA CHE DOVRA’ ESSERE STABILMENTE INSERITO PER QUALCHE MILLIMETRO.

SE IL VINO NON FERMENTA L’IMPERATIVO E’ EVITARE QUALSIASI CONTATTO CON L’ARIA, ALMENO PER UNA SETTIMANA, POI NE RIPARLEREMO.
 
A PRESTO, GIORGIO MERCANDELLI.

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Monday, November 17, 2008

SACRAFAMILIA… FARE VINO, LA MACERAZIONE.

LA MACERAZIONE, CIOE’ IL CONTATTO DELLA BUCCE, DEI VINACCIOLI E DEI RASPI CON IL SUCCO (LIQUIDO E POLPA) E’ UN PASSAGGIO FONDAMENTALE.
QUESTA PRATICA SEGNA IL DESTINO DEL PRODOTTO.
PIU’ LE UVE SONO DI PREGIO PIU’ IL PRODUTTORE PIU’ PERMETTERSI, ALLUNGANDO IL PERIODO DI MACERAZIONE, DI OTTENERE UNA MAGGIORE RICCHEZZA ED UNA PIU’ ELEVATA COMPLESSITA’ DI TUTTI I PARAMETRI CHIMICI, FISICI ED ORGANOLETTICI DEL FUTURO VINO.
SOLO LE GRANDI UVE, DI NOBILI VIGNETI E DI ANNATE SPECIALI POSSONO SOPPORTARE LUNGHI PERIODI DI MACERAZIONE.
IMMAGINATEVI QUANTE SONO LE UVE CHE “NATURALMENTE”, CIOE’ SENZA SOLFITI, ENZIMI, TANNINI, LIEVITI, PECTINE, E COMPAGNIA BELLA , SI POSSONO PERMETTERE QUESTO LUSSO, SONO PIU’ UNICHE CHE RARE!
E’ QUI CHE CI SI GIOCA UN’ALTRA SFIDA CON LA NATURA.
IL PRODUTTORE NATURALE DEVE ASSOLUTAMENTE AFFIDARSI ALLA PIU’ ASSOLUTA QUALITA’ DEI FRUTTI, TUTTI GLI SFORZI E LE RINUNCE VISSUTI NELLA VIGNA ORA RITORNANO ATTIVAMENTE A CARATTERIZZARE LE UVE PER ASPRIMERE IL MEGLIO DI TUTTA LA LORO STORIA.
CONTINUATE OGNI DUE GIORNI A “MACERARE” IL VOSTRO PRODOTTO, SMUOVENDOLO DOLCEMENTE.
DOVREBBE ORAMAI AVER PERSO LA SUA DOLCEZZA INIZIALE COSI’ COME IL GAS DI FERMENTAZIONE, ORA E’ FONDAMENTALE CONTINUARE QUESTA OPERAZIONE PER ALMENO UNA VENTINA DI GIORNI. DAL MOMENTO CHE NON ABBIAMO PIU’ L’AIUTO DELLA CO2 OCCORRE TENERE BEN CHIUSA LA PENTOLA CHE DEVE ESSERE IL PIU’ PIENA POSSIBILE PER NON OFFRIRE ALL’OSSIGENO DELL’ARIA LA POSSIBILITA’ DI INCENTIVARE DELLE EVENTUALI REAZIONI BATTERICHE (ACETICHE, AD ESEMPIO) CHE SAREBBERO DEVASTANTI E SE E’ IL CASO TRAVASATE IL MOSTO IN UNA PENTOLA PIU’ PICCOLA.
ABITUATEVI AD UN’ATTENTA ANALISI SENSORIALE DEL PRODOTTO (VISTA, OLFATTO E GUSTO) PER MONITORARE I PROCESSI DI TRASFORMAZIONE, MAGARI ANNOTANDOVI LE VOSTRE IMPRESSIONI.
CI RISENTIAMO TRA UNA DECINA DI GIORNI.
GIORGIO MERCANDELLI
 
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Monday, November 3, 2008

SACRAFAMILIA… FARE VINO, LA FERMENTAZIONE.

VI HO LASCIATI UN PO … SOSPESI MA , C’E’ UN MOTIVO.
LA MIA “PENTOLA” HA INIZIATO A FERMENTARE DOPO TRE GIORNI DALLA PIGIATURA.
NON HO MAI APERTO IL COPERCHIO SE NON DOPO ALTRI DUE GIORNI.
QUANDO HO TOLTO IL NASTRO ISOLANTE, CHE FACEVA DA SIGILLO ALL’ARIA, MI HA PERVASO UN GAS PUNGENTE (LA CO
2 ).
DOPO POCHI ISTANTI SONO ARRIVATI I PROFUMI, UN PO’ SCOMPOSTI, UN PO’ AGGRESSIVI ED ANCHE UN PO’ STRANI … MA E’ NORMALE ANZI, E’ NATURALE!.
COMINCIATE A MUOVERE E MESCOLARE IL MOSTO CERCANDO DI PORTARLO A CONTATTO CON IL SUCCO E PRESSATELO LEGGERMENTE PRIMA DI RICHIUDERE LA PENTOLA.
ASSAGGIATELO, COMINCERA’ AD ESSERE LEGGERMENTE ASPRIGNO, AGRUMATO, SENTIRETE CHE, COL TEMPO PERDERA’ LA SUA DOLCEZZA.
FATE QUESTA OPERAZIONE DUE VOLTE AL GIORNO, LA MATTINA ED IL TARDO POMERIGGIO E … ASPETTATE, OSSERVATE E SOPRATTUTTO ANNUSATE.
IL VINO SI STA’ FACENDO … DA SOLO!
CI RISENTIAMO TRA TRE GIORNI.

BYE.
GIORGIO MERCANDELLI.

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Saturday, October 25, 2008

SACRAFAMILIA… FARE VINO. LA PIGIATURA.

CHIEDO SCUSA. MILLE VOLTE.
MA HO SUBITO UN PROBLEMA AL PROGRAMMA E NON HO POTUTO PUBBLICARE IL POST DEL 23 OTTOBRE RELATIVO ALLA PIGIATURA.
LO RIPROPONGO OGGI PERCHE’ FORTUNOSAMENTE E’ ANCORA UN GIORNO PROPIZIO (A LIVELLO ASTRALE).

FORZA,SI INIZIA.

 - ASSICURATEVI CHE SIA TUTTO PULITO (MANI COMPRESE)
 - INIZIATE A STACCARE A MANO I CHICCHI DAI RASPI, PER IL 70% DEI GRAPPOLI.
 - POSATE GLI ACINI SUL FONDO DELLA PENTOLA O DEL CONTENITORE (QUELLO PIU’ GRANDE) E
 COMINCIATE A SCHIACCIARLI (CON LE MANI) FACENDO UNA PRESSIONE VERTICALE, EVITANDO DI “STRITOLARE” LE BUCCE (DEVONO SOLO ROMPERSI, NON POLVERIZZARSI !).
 - DOPO QUALCHE SECONDO DI PRESSIONI BEN ASSESTATE AGGIUNGETE IL RESTANTE 30% DEI GRAPPOLI (QUELLI INTERI , CON IL RASPO).
 - RIPRENDETE LA PRESSATURA PER SCHIACCIARE ANCHE QUESTA SECONDA INFORNATA.
 BENISSIMO, ABBIAMO PIGIATO (FACILE NO?).

RIVERSATE QUELLA SPECIE DI MINESTRONE VEGETALE CHE AVETE SOTTO IL NASO IN UN CONTENITORE PIU’ PICCOLO, IN MODO CHE POSSIATE CHIUDERELO BENE (MAGARI CON UN NASTRO ADESIVO O CON UN PESO ) CON UN COPERCHIO APPENA SOPRA IL LIVELLO (OFFRENDO IL MINOR SPAZIO POSSIBILE ALL’ARIA). 

 - OK ! TUTTO FINITO.

ORA BISOGNA LAVARE BENE TUTTO ED ASPETTARE, QUANTO? DUE, TRE O FORSE QUATTRO GIORNI.
BISOGNA CHE IL PIGIATO INIZI SPONTANEAMENTE A FERMENTARE, PRIMA DI SOLLEVARE IL COPERCHIO.
SE CI PROVERETE SAPPIATE CHE RISCHIATE. 
FINCHE’ I LIEVITI NON INIZIANO LA FERMENTAZIONE L’OSSIGENO E’ UN VERO “NEMICO” DEL VINO,  PUO’ FAVORIRE LO SVILUPPO DI BATTERI E DI REAZIONI NEFASTE (PERSINO LE INFEZIONI ACETICHE, CHE VI OBBLIGHERANNO A BUTTARE VIA TUTTO).
ABBIATE FEDE ED ASPETTATE.
TRA UN PAIO SI GIORNI AVVICINATE IL NASO AL COPERCHIO PER CARPIRE QUALCHE FUORIUSCITA DI GAS.
INTANTO RILASSATEVI COMPIACIUTI, PORTATE LA FAMIGLIA A FARE UN GIRO, DIVERTITEVI CON GLI AMICI O FATE DELLE BELLE PASSEGGIATE, L’IMPORTANTE E’ CHE NON VI RIMBAMBITE DAVANTE ALLA TELEVISIONE … POTREBBE ESSERE FATALE!

UN CARO SALUTO.

GIORGIO MERCANDELLI

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Saturday, October 18, 2008

SACRAFAMILIA .. COME NASCE UN AMORE.

HO PASSATO I PRIMI QUARANT’ANNI DELLA MIA VITA SENZA SAPERE PERCHE’ DOVESSI ESISTERE.

INTENDIAMOCI,  VIVEVO IN UNA OTTIMA FAMIGLIA,PRODUTTORI DI VINO(!) E,  HO STUDIATO PER FARE QUESTO MA,  VIVEVO TALMENTE SCOLLEGATO DALLA REALTA’ CHE VIVERE  E LAVORARE,  IN QUELLE CONDIZIONI, ERA UNA SOFFERENZA.

ERO ECONOMICAMENTE RICCO: UNA BELLA CASA, UNA BELLA MACCHINA, BLA, BLA, BLA, … MA ERO “VUOTO”, COME UNA CANNA DI FUCILE.

MI HA SALVATO UNA COSA, CHE AVEVO VISSUTO … DA PICCOLO, UNA COSA CHE MI AVEVA SEGNATO, NELLA TESTA E NEL CUORE,  E CHE NON HO MAI DIMENTICATO.

ERANO CIRCA LE ORE 19,00 DEL GIORNO 10, DEL MESE DI OTTOBRE, DELL’ANNO 1972, LA MIA FAMIGLIA ABITAVA IN PIAZZA DEL MERCATO,  A GODIASCO, UN AMENO PAESINO DELLA VALLE STAFFORA E, MIO PADRE GIOVANNI, ALL’EPOCA  BRILLANTE AGENTE DI COMMERCIO, MI VENNE A CHIAMARE MENTRE GIOCAVO PER STRADA.  ERA ORMAI SERA, LE LUCI COMUNALI SI ERANO GIA’ ACCESE E COMINCIAVA A FARE FRESCO, QUEL FRESCO AUTUNNALE CHE RENDEVA LE GIORNATE FRIZZANTI, SOPRATTUTTO PER ME CHE PORTAVO ANCORA I PANTALONCINI CORTI.

MIO PADRE ERA PARTICOLARMENTE SERENO, QUELLA SERA, MI PRESE INASPETTATAMENTE PER MANO E MI PORTO’ SU, AL PIANO DELLA PALAZZINA DOVE C’ERA IL NOSTRO APPARTAMENTO, SENZA PARLARE.

QUANDO ENTRAMMO IN CASA MI PORTO’ IN BAGNO, MI FECE LAVARE I PIEDI, E MI LASCIO’ LI’, AD ASPETTARE.  PASSO’ QUALCHE MINUTO E LO RIVIDI ENTRARE CON UNA CESTA DI PLASTICA ROSSA PIENA DI UVA. NON ERO UN BAMBINO PARTICOLARMENTE SVEGLIO MA ,CAPII SUBITO QUELLO CHE VOLEVA FARE PERCHE’, UN ATTIMO DOPO, LA ROVESCIO’ NELLA VASCA.
FECE COSI’ PER ALTRE DUE CESTE E MI DISSE: “ENTRA SU … E SCHIACCIA!”.

MI RICORDO ANCORA LE PIASTRELLE AZZURRE SMALTATE DEL BAGNO E LA STRANA SENSAZIONE DI ENTRARE COI PIEDI NUDI IN MEZZO A QUEI GRAPPOLI DI UVA ROSSA … FANTASTICO!  

ENTRAI NELLA VASCA DELICATAMENTE, COME SE STESSI CALPESTANDO DELLE UOVA, SENTIVO I RASPI PUNZECCHIARMI LE PIANTE DEI PIEDI MENTRE I POLPACCI, DOPO UN PAIO DI PIGIATE, INIZIARONO A DIVENTARE VIOLETTI … ERA BARBERA.

RICORDO IL FASTIDIO CHE PROVAVO ALLE GAMBE TUTTE LE VOLTE CHE LE SFREGAVO, QUELLE UVE ZUCCHERINE SI APPICCICAVANO ALL’ISTANTE LASCIANDOMI IL DOLORE DI UN PIZZICOTTO.

MIO PADRE DISSE: “DAI GIORGIO, SCHIACCIA CHE FACCIAMO VINO, E’  IL NOSTRO VINO! … SCHIACCIA!”   IN POCHI ATTIMI IL FRESCO PROFUMO DI SAPONE E DI BIANCHERIA PULITA, CHE AVEVA QUELL’AMBIENTE , FU CONTAMINATO DALL’INEBRIANTE PROFUMO DI UVA MATURA, UNA SENSAZIONE PAZZESCA CHE MI SI E’ PIANTATA NEL CERVELLO … COME UNA FRECCIA. 

ERO COME IPNOTIZZATO DA UNA CONDIZIONE COSI’ INASPETTATA E COINVOLGENTE, MI SENTIVO TUTT’UNO CON L’UVA, LA VASCA, IL BAGNO, LE PIASTRELLE MA, SOPRATTUTTO, ERO TUTT’UNO CON MIO PAPA’… (UN GRANDE) ERAVAMO UNA COSA SOLA IMMERSA IN UN’UNICA EMOZIONE, UNA SENSAZIONE CHE NON HO MAI PIU’ PROVATO … FINO ALLA SUA MORTE.

E’ QUI CHE CREDO DI ESSERE STATO CONTAMINATO,  CHE RITROVO L’ORIGINE DELLE MIE EMOZIONI  ED E’ DA QUI CHE, DOPO TANTI ANNI, SONO RITORNATO A CERCARE LA VERITA’.

IL DESTINO … HA FATTO IL RESTO.

DOPO QUASI QUARANT’ANNI DI VITA C’E’ VOLUTA UNA TRAGEDIA PER RISVEGLIARMI, IL CAMBIAMENTO E’ ARRIVATO DOPO UNA COINVOLGENTE FERMENTAZIONE (A VOLTE ANAEROBICA) ED UNA PROFONDA PURIFICAZIONE, DEL CORPO E DELL’ANIMA .

OGGI, QUANDO PENSO AL VINO VENGO INVESTITO DA UN SENTIMENTO ARCHETIPO CHE MI PORTA  AL SENSO DELLE SUE ORIGINI E CHE CONQUISTA TUTTI I MIEI PENSIERI.
UNA SENSAZIONE CHE MI HA FATTO SUPERARE TUTTI I TABU’ DEL GUSTO, DELLA PIACEVOLEZZA E DELLA VERITA’ “VIRTUALE” , DEI PRODOTTI CONSUMISTICI,  PER “SPROFONDARE “ NELL’ AFFASCINANATE MATERIA DEI GRANDI VINI DELLA STORIA, QUELLI “VERI”, “MITOLOGICI” ED “ANIMICI” CHE CONSERVANO TUTTA LA MAGIA E L’ENERGIA DELLA CREAZIONE.

OGGI SONO UN’ALTRO UOMO CHE CON IL SENTIMENTO DELL’AMORE FA TUTTO … SOPRATTUTTO IL VINO.

GIORGIO MERCANDELLI.

Posted by GIOMER in 12:15:05 | Permalink | Comments (1) »

SACRAFAMILIA… FARE VINO. LA RACCOLTA.

Ci siamo, e’ arrivato il momento.
Sono le ore 8,00 del 18 ottobre 2008 e siamo già dei criminali … e sapete perchè?  Perchè vogliamo fare vino,  INCREDIBILE, ma è proprio così.
Dovete sapere che in Oltrepo Pavese, come in tutte le altre zone produttrici d’Italia (a parte qualche rara eccezione come:  Pantelleria, Valpolicella …) dopo il 15 ottobre è vietato raccogliere uva per vinificare!!!!! Se avete un’azienda vitivinicola e vi passa per la testa di raccogliere le VOSTRE UVE quando vi sembra più opportuno, state in campana  e consultate il calendario, altro che seguire le esigenze produttive dello sviluppo fisiologico del frutto ! Pazzesco vero?

Quindi sappiate che il 23 ottobre 2008 inizieremo la nostra vendemmia “casalinga”(rigorosamente fuorilegge!).

Vi spiegherò tutto ciò che dovrete sapere per  “operare” sul campo e fare vino … quale?  VINO VERO.

Certo, tutto dipenderà dalla materia prima che userete ma, vi assicuro, riuscirete a creare qualcosa con le vostre mani che vi lascerà stupefatti e, soprattutto, comincerete a “percepire” la VERITA’.

Percorreremo insieme tutte le tappe della vinificazione (in rosso) e verificheremo insieme i vari passaggi di trasformazione della materia, dal punto di vista fisico, chimico e sensoriale.

Vi darò anche qualche notizia di come lavora un’azienda biotica rapportata alla realtà di una convenzionale e/o biologica e,  tanto altro ancora …

Il 23 ottobre è un giorno speciale, ideale per la raccolta e la pigiatura, sapete … ci sono di mezzo le costellazioni, e chi non crede pazienza, anch’io non credevo finché non ho provato. Pensare che la terra non sia influenzata dagli astri è come credere che un feto non dipenda dal grembo della madre … certo, poi c’è la chimica, la tecnologia, le borse ed i sub-prime, lì si che possiamo credere!

Giorgio Mercandelli.

Posted by GIOMER in 08:07:39 | Permalink | Comments (3)