LA VITE BIOTICA
Non sono tutte scritte sui libri, soprattutto quelli di viticoltura, ……occorre andarle a cercare dappertutto …. soprattutto nel vigneto.
Quanti produttori conoscono le proprie vigne?
La vite è una pianta meravigliosa e botanicamente stupefacente ma….. non sa che dal suo frutto noi produciamo vino….lei è concentrata solo per fare il seme, per riprodursi….
Alla pianta non interessano: il grado alcolico, gli estratti , i tannini…siamo noi che dobbiamo farglielo capire……..rispettando le regole.
Il vigneto inteso come principale risorsa naturale, nella creazione di un grande vino, è un principio fondamentale della vitivinicoltura biotica che si impernia sulla profonda conoscenza della botanica e della fisiologia della vite.
L’agronologo (agronomo+enologo) deve prodigarsi in una attenta e personalizzata analisi clinica delle piante che, oltre ad essere tutte diverse tra loro, in dipendenza dell’età, dello stato di salute e del terroir, devono potersi esprimere al meglio per ottenere la più elevata affinità pedologica dei frutti.
La viti, più sono antiche e più possono diventare un portentoso strumento di estrazione sfruttando il proprio assetto aereo e radicale.
L’ approcio colturale biotico si basa sul concetto che il vegetale più invecchia e più diventa insostituibile e prezioso ….in grado di raggiungere un equilibrio ed una complessità dei frutti che diventano una fotografia biologica del lavoro di sintesi della pianta.
La memoria storica accumulata negli anni diventa un’esperienza fondamentale per la pianta nell’iterpretazione produttiva di ogni nuova vendemmia intesa come un capitolo unico ed esclusivo.
Qualsiasi gesto colturale ha ripercussioni sulla fisiologia del vegetale, sulla produzione e sul carattere del vino, il vignaiolo deve riprendere le redini del vigneto con competenza e passione…….le viti sanno dare dei chiari segnali della loro condizione…… la creazione di un grande prodotto è anche nelle loro mani e questo è un lavoro che sanno fare da millenni………
Spesso nelle vigne non ci lavora più chi deve fare il vino…….spesso chi lavora la terra non lavora più in cantina, chi lavora in cantina non assaggia più le uve……..le analizza…..un po’ come eleggere Miss Italia facendole solo l’analisi del sangue……..pure follie.
La produzione di vino è diventata un fenomeno di marketing e di cantina, sempre più tecnologica e sempre più imbrigliata dai diktat dell’industria chimica ed enologica, …il winemaker (!!?)……un santone che spesso ha spodestato la cultura e la storia di generazioni di produttori ……..
Ho la sensazione che siamo andati troppo avanti…. siamo cresciuti toppo in fertta…. così velocemente che abbiamo dimenticato delle cose importanti ….. e penso che anche il consumatore , non solo l’esperto, se ne sia accorto…..”il Re è nudo” e la confusione è totale.
Giorgio Mercandelli.