La vitivinicoltura Biotica è una filosofia produttiva, di tipo antroposofico, che persegue la produzione di vini “archetipi”, cioè espressioni eccellenti di un armonioso fenomeno di sintesi tra l’attività fisiologica della pianta ed il territorio di origine. Le regole del gioco si basano sul valore universale dell’amore, dell’onestà e della verità produttiva che diventano un potente canale energetico, in stretta relazione all’arte dell’Agricoltura Naturale, nel contesto di una competente conoscenza botanica e delle più evolute tecniche enologiche. Il principio di tutto ha origine da un punto imprescindibile: “la purezza dei frutti”, un concetto basilare per conquistare il blasone di un grande vino, dove i valori sensoriali e morfogenetici delle uve devono possedere una complessità ed una virtù caratteriale libera da “qualsiasi sostanza e trattamento” che possa influenzare i naturali processi di trasformazione.
Partendo da questo assioma si intuisce come i capitoli della fermentazione e della macerazione assumano una fondamentale importanza per il destino sensoriale di un vino che diventa l’autentico risultato di un profondo e coinvolgente processo di purificazione, un prodotto che riconquista il suo potente carattere edonico ed evocativo.
Il vino Biotico si spoglia di tutte le caratteristiche organolettiche “superficiali” del frutto, connesse al giogo della piacevolezza, per riconquistare un valore enologico-culturale dal carattere “aulico” e dallo stile inconfondibile.
Il prodotto risulta profondamente diverso … dominato da un bagaglio sensoriale complesso che appartiene alla storia del frutto, all’anima della terra ed a quella del suo creatore, autori del lavoro di sintesi della pianta.
I risultati che si vogliono ottenere sono diametralmente opposti agli obbiettivi produttivi dei vini moderni che si esprimono nelle le note agrumate, floreali e fruttate del carattere “materico” del frutto, spesso arricchito e corretto da prodotti e tecnologie dell’attuale scuola enologica ( lieviti, tannini, enzimi, chiarificanti, barriques, trattamenti, ecc …); la filosofia Biotica ricerca il carattere “animico” delle uve, cioè l’espressione più pura ed esclusiva del loro rapporto col territorio, un fenomeno produttivo che si concentra nelle note sensoriali, impresse nelle uve di origine, che appartengono “a tutto il contesto” che ha generato e trasformato il frutto (terra, cielo e uomo), un coinvolgente fenomeno creativo virtualmente collegato allo spirito dei grandi vini del passato.
La vitivinicoltura Biotica è una scuola di pensiero dove la qualità sensoriale di un prodotto appartiene al fenomeno archetipo della sua “origine primigenia” cioè all’autentica espressione del proprio carattere primordiale secondo il principio del: “Così è oggi, così era nella notte dei tempi”.
Questa filosofia riporta il concetto di vino alle origini della propria storia, seguendo uno stile ed un’eleganza inconfondibili, dove la spiritualità è un ingrediente vitale e fondamentale che lo rende unico ed esclusivo.
Nulla è lasciato al caso per raggiungere l’eccellenza nel contesto di una sana coscienza etica e morale, secondo l’interpretazione di un modello enologico in armonia con i processi naturali di trasformazione della materia, che traccia una nuova linea di confine nel campo della scienza vitivinicola.
Escludendo in questa breve riflessione il capitolo della qualità edonico-sensoriale si può oggi affermare che, uno dei dati più significativi della “qualità oggettiva” (cioè reale) di un alimento, e quindi anche di un vino, riguarda il valore della sua energia morfogenetica. Si tratta di un termine, coniato dal biologo inglese Rupert Sheldrake, per indicare l’informazione originaria della caratteristica vibratoria della materia e che coinvolge l’energia vitale degli alimenti.
Il campo morfogenetico si instaura quando c’è un sistema altamente interattivo nel quale il destino delle cellule è fortemente condizionato da importanti segnali vitali ed ambientali. Nell’approccio antroposofico di Sacrafamilia questo avviene anche nei vegetali, coltivati secondo le tecniche Biotiche, che tornano ad esprimersi secondo l’archetipo di un campo morfogenetico che appartiene al carattere primordiale della loro origine.
Anche il nostro corpo possiede una propria energia morfogenetica che, dal punto di vista biofisico, rappresenta la matrice vibrazionale dell’informazione costitutiva di tutta la sua essenza.
Più siamo in grado di alimentarci con prodotti sani e naturali più introduciamo sostanze in armonia con la nostra matrice morfogenetica che può beneficiarsi di queste risorse per tutte le proprie esigenze vitali.
Ogni forma di energia naturale si esprime attraverso un definito modello di informazione che si manifesta con caratteristiche frequenziali legate a vibrazioni sia “sottili”, non misurabili elettromagneticamente, che “dense” in grado di manifestarsi concretamente alla vista ed al tatto.
La vibrazione sottile/vitale è quella “primigenia” cioè “originaria della materia”.
La vibrazione densa è definita con il termine più noto di “energia” (elettromagnetica, gravitazionale, atomica, ecc.) che dà origine, in particolari condizioni, a ciò che chiamiamo “materia”, questa non è altro che un “rallentamento” dell’energia dove la forma, è il modo in cui manifesta il suo ordine ed, i cristalli, sono l’espressione fissa di quest’ordine.
La qualità vitale prende spunto dai fondamenti scientifici della meccanica quantistica per significare il valore dell’ “energia morfogenetica” di un prodotto, un aspetto fondamentale del valore biologico di un alimento, che supera il concetto di chilocaloria, per esprimere un nuovo parametro della qualità, la “qualità vitale”, che dipende dal grado di purezza della materia prima e dal livello di naturalità di tutta la sua filiera di trasformazione.
Un grande vino di qualità non può quindi separarsi dalla verità produttiva e dall’onestà del produttore perché questi sono i sentimenti più autentici che influenzano la sua “natura primigenia” ed il suo grado di ”entropia”.
L’energia morfogenetica espressa dai vini di Sacrafamilia è il più elevato risultato scientifico di settore ottenuto dai Laboratori Vision Lab (Schlieren, Schweitz) che attesta l’assoluta “qualità vitale e reale” dei vini analizzati.
Questi prodotti hanno origine da un profondo e coinvolgente impegno energetico e spirituale, dominato dai sentimenti dell’amore e dell’onestà, che si trova agli antipodi del concetto produttivo convenzionale.
Le teorie della Meccanica Quantistica e la teoria delle Stringhe sono ad oggi le più evolute espressioni scientifiche della Fisica Moderna che, oltre a coinvolgere i temi più profondi della materia, rispondono pienamente ai fondamenti della filosofia Biotica.
LA FILOSOFIA BIOTICA E LA MECCANICA QUANTISTICA.
Le grandi rivoluzioni della scienza sono spesso seguite da sconvolgimenti in campo filosofico e sociale.
Le tesi di Copernico, ad esempio, il quale sostenne che la Terra non occupava il centro dell’universo, innescarono un processo di sgretolamento di dogmi religiosi e filosofici che cambiarono profondamente la società europea degli inizi del Rinascimento. La teoria evoluzionistica di Darwin, con la distruzione della credenza in uno stato biologico “elitario” degli esseri umani, produsse effetti simili. Le teorie di Einstein infine, con l’affermazione che: “tutto è relativo”, diedero una spallata definitiva ad un certo pensiero, “assolutistico”, di intendere la scienza e la vita. Con questi presupposti, desta notevole stupore che la più grande rivoluzione scientifica di tutti i tempi sia passata per lo più inosservata agli occhi del grande pubblico.
E questo non già perché le sue implicazioni abbiano scarso interesse, ma perché queste implicazioni sono talmente sconvolgenti da risultare quasi incredibili persino per gli stessi scienziati che le concepirono.
La rivoluzione di cui si sta parlando si è consumata, nella sua fase più “cruenta”, durante i primi trenta anni del ventesimo secolo ed è conosciuta col nome di Teoria Quantistica o Meccanica Quantistica.
Nata come tentativo di spiegare la fisica delle particelle elementari, la Teoria Quantistica in seguito crebbe sino ad incorporare gran parte della microfisica e parte della macrofisica. Oggi, fra alterne vicende, può dirsi (nella sua versione ortodossa) universalmente accettata. Sebbene attualmente nessuno dubiti della sua efficacia pratica ci sono ancora ampie schiere di studiosi che ne mettono in discussione le conseguenze, specie quando queste conseguenze vengono estese alla natura della realtà fino ai confini del mondo, delle sue origini, dei sentimenti, dell’amore e … della fede (es: il bosone di Higgs, la particella di Dio ).
I fondamenti della Meccanica Quantistica:
- Non esiste una realtà obiettiva della materia, ma solo una realtà di volta in volta creata dalle “osservazioni” dell’uomo.
- Le dinamiche fondamentali del micromondo sono caratterizzate dall’acausalità.
- E’ possibile che, in determinate condizioni, la materia possa “comunicare a distanza” o possa “scaturire” dal nulla.
- Lo stato oggettivo della materia, è caratterizzato da una sovrapposizione di più stati.
La conclusione più sconvolgente che si può trarre da quanto sino ad ora affermato è senza dubbio quella che asserisce che la realtà è tale solo se è presente l’uomo con le sue osservazioni , con i suoi esperimenti e con le sue applicazioni, a qualsiasi livello. A differenza delle precedenti rivoluzioni scientifiche, le quali avevano confinato l’umanità ai margini dell’universo, la Teoria Quantistica riporta l’uomo al centro della scena, così come tutte le applicazioni umane di stile antroposofico. Alcuni eminenti scienziati si sono spinti a ipotizzare che la Teoria dei Quanti abbia perfino risolto l’enigma del rapporto tra Mente e Materia (es: filosofia Biotica), asserendo che l’introduzione nei processi di misura quantistica dell’osservazione umana è un passo fondamentale per il costruirsi della realtà.
“… quelli che non sono rimasti scioccati quando si sono imbattuti per la prima volta nella teoria quantistica non possono averla capita.” Niels Bohr.
“ … amore, terra e cielo, sono le cose che devono finire nel bicchiere. Un grande vino deve essere vero, senza compromessi, senza inganni. ” Giorgio Mercandelli.